Alcune delle idee messe a fuoco nella due giorni della World Digital publishing conference a Londra, il 26 e il 27 ottobre.
Cominciamo con la Tecnologia. Notevole il fatto che ormai i dirigenti delle operazioni Internet di aziende editoriali tradizionali, persone con curriculum professionali non tecnici, sottolineino con forza l’importanza decisiva dell’innovazione tecnologica nelle (e per) le loro organizzazioni.
Carolyn McCall – Chief Executive, Guardian Media Group plc, United Kingdom -nella sua presentazione, uno dei cinque punti essenziali della attività del Guardian su Internet è cosi formulato
Primeggiare nello sviluppo del software
Realizzare la nostra strategia significa gestire in modo efficiente lo sviluppo e l’implementazione del software. Dobbiamo essere bravi a gestire il software esattamente come, sui giornali di carta, lo siamo a gestire la diffusione, la stampa, le strategie editoriali, la pubblicità
Il tema del ruolo essenziale, non accessorio, dell’innovazione software è stato ribadito da molte altre presentazioni.
Tutte le aziende editoriali che stanno su Internet ci dedicano una struttura, hanno relazioni dirette con le punte avanzate dello sviluppo su Internet; in alcuni casi hanno contatti costanti con le aziende di software della Silicon Valley.
Tutti sono consapevoli che dallo sviluppo del software dipende la capacità di innovare il modo di fare editoria su Internet, quindi di avere possibilità di successo.
Per tornare al Guardian, come ha notato Editors Weblog, solo qualche anno fa sarebbe sembrato uno scherzo un’affermazione come questa di Carolyn McCall:
Chi sviluppa software è ora importante quanto lo sono i giornalisti
_luigi





[...] Ancora sulla World Digital publishing conference. Sembra dunque che anche i grandi editori abbiano capito quanto il software sia importante per l’editoria su Internet. Importante tanto quanto i buoni contenuti. Insomma, è diventato un concetto condiviso il fatto che dal software dipenda il linguaggio che usiamo su Internet per fare informazione. Parafrasando McLuhan potremmo dire che il software è il messaggio. I tag, il social bookmarking, i blog (permalink e commenti soprattutto), la condivisione delle fotografie, i video, le relazioni orizzontali fra utenti, le discussioni, i motori di ricerca, i feed rss, gli aggregatori ecc.: grazie a queste innovazioni la comunicazione Web è oggi così diversa da quella sulla carta o alla televisione. E gli editori più avanzati sano che queste innovazioni (e molte altre) sono il linguaggio del Web, e sono state rese possibili da alcune idee applicate allo sviluppo del software. O meglio: la dialettica fra interazione, pubblicazione, discussione e sviluppo sta creando il Web che sperimentiamo ogni giorno, che innova costantemente il linguaggio che impiega e dentro al quale solo può esistere il fare editoria digitale oggi. [...]